Introduzione al dibattito di martedì 26 maggio 2009 sul testamento biologico
Varese, c/o Scuola Interpreti e Traduttori di via Cavour 30
Anno 2001: l’Italia sottoscrive la Convenzione Europea di Biomedica di Oviedo.
L’art. 5 di questa Convenzione dispone che ogni intervento nel campo della salute deve essere effettuato solo dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero ed informato, e che la persona stessa può, in qualsiasi momento, ritirare il proprio consenso.
Nell’art. 9 della stessa Convenzione si stabilisce che i medici devono riconoscere i desideri precedentemente espressi dal paziente che si trovi in condizioni di incapacità di intendere e di volere.
Anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea protegge il diritto all’integrità della persona e, in nome della dignità umana, conferma la necessità del consenso informato.
Il disegno di legge Calabrò giacente in Parlamento in materia di direttive anticipate quali il testamento biologico appare fortemente limitativo della dignità dell’uomo, perché stabilisce che il paziente non potrà più rifiutare alcun tipo di trattamento sanitario.
Qualsiasi cosa abbia quindi stabilito in precedenza una persona, anche davanti a un notaio, il sondino gli sarà messo in gola a forza ?
Arci e Uaar hanno promosso l’iniziativa di questa sera come azione forte e significativa affinché il testamento biologico non sia una beffa, ma diventi anzi un’opportunità di scelta e una conquista democratica.
L’Arci è una associazione autonoma, da sempre impegnata nelle battaglie civili e democratiche, contro ogni forma di esclusione e di discriminazione.
Le pari opportunità, la libertà di scelta e di coscienza, la laicità delle istituzioni, la libera circolazione delle idee sono tra i valori fondanti dell’agire quotidiano dell’associazione.
L’Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è l’unica associazione indipendente che rappresenti le ragioni dei cittadini atei e agnostici.
I valori a cui si ispira sono: la razionalità, il laicismo, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, e da sempre difende il principio delle pari opportunità.
Arci e Uaar sono costantemente attive nella realizzazione di uno Stato che non si faccia condizionare dalle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche o da qualsiasi convinzione religiosa, ma che sia fondato sull’etica laica, intesa come continua riflessione e come esercizio del dubitare, discutere, verificare, uniche garanzie della libertà di scelta.
Le due associazioni si sono fatte anche promotrici di una costituenda Consulta Provinciale Varesina per la Laicità dello Stato, che si prefigge lo scopo di riunire realtà associative di diversa tendenza, interessate a promuovere e difendere i valori della laicità, e a creare momenti di confronto e di discussione fra i cittadini e con le istituzioni pubbliche.
Vorrei infine ricordare l’art. 32 della Costituzione italiana:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”
Emanuela Talamo,
Varese, 26 maggio 2009





